giovedì 29 dicembre 2011

lumi

Prima di arrivare in Lapponia ho solo fatto un breve scalo nella mia Italia, che in realtà arrivavo diretta dalla Turchia. All'aeroporto di Ankara avevo comprato "Kar" di Pamuk . Kar è ambientato a Kars, nell'estrema Turchia orientale, Kar vuol dire neve e a Kars non smette mai di nevicare. 
Ho comprato la traduzione inglese e in ogni capitolo la parola "snow" riempie le pagine incessantemente, senza tregua. La neve di Kars è una divinità che attutisce i suoni  dei movimenti quotidiani.

La neve di Rovaniemi è invece prima di tutto ormai accertata quotidianità. Quando sono arrivata mi dicevano che avrebbe nevicato ad ottobre ma in realtà ha nevicato a novembre. Ha nevicato a novembre e va bene così perchè per me novembre è un mese da neve per paronimia e perchè in Veneto funziona così. Non va bene così perchè è anche un po' un segno del surriscaldamento globale e tutte quelle cose che ne vengono dietro e che stanno lì scritte nel mio programma di Environmental Politics e perchè questi turisti british che fanno avanti-indietro dalla città di Babbo Natale la neve ce la volevano anche prima.


In ogni caso mentre a casa si aspettava la neve per Natale, qui eravamo già certi della sua presenza. A parte qualche intervallo di pioggia e pozzanghere, la neve non ha mai smesso di esserci e ora nevica davvero ogni giorno. Qui sotto le biciclette inutilizzate sono ormai oggetti non meglio identificati ricoperti da strati bianchi di almeno dieci centimetri.


 All'inizio la neve era così, uno strato attorno alle cose che assorbiva luce e si colorava delle ore di sole. Era terribile andare in bicicletta nei giorni in cui la neve si scioglieva e poi ghiacciava. 
Adesso la neve è alta, è alta almeno un metro o due, dove non la spostano. Adesso è buio e si sono invertiti i ruoli, la neve da colore alle ore notturne del giorno. Scendere in centro è come andare in bici sulle piste da sci. Non avrei mai pensato che fosse così facile.


Non mi era mai piaciuto quando nevicava in città, neanche quando ero al liceo e chiudevano le scuole. Il tutto per la solita questione del fango nevoso e che poi tanto, si scioglie. 
No qui la neve non si scioglie, non si scioglie e i pensionati vanno a fare la spesa in slitta, le mamme trainano i figli in slitta e gli studenti erasmus occupano il loro tempo cercando di farsi male in slitta. 
Io il libro di Pamuk non l'ho ancora finito e la neve a Kars sta ancora cadendo e non so quando smetterà.
Sono però quasi certa che la divinità che manda la neve in Turchia la manda anche per i funerali di Kim Jong-il e per i luterani qua sopra, con la stessa intenzione di attutire l'inverno e di far sorridere il freddo.

Per quanto mi riguarda, non mi ricordo più il colore dell'asfalto.


Le foto sono di Maxime, questo è il suo blog : http://www.annee-lapone.net/

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